Estemporanee …

Faccio una breve premessa perché possiate capire che il blog è passato di mano, anche se per una sola mattinata, a chi si dedica alle immagini.
Abbiate perciò pazienza se lo stile dovesse presentare qualche “svolazzo” di poco conto …
Mi alzo di buonora e, quatta quatta, sottraggo le chiavi della macchina con l’idea di ritornare dal pescatore Giovanni a far scorta di pesce.
Prima sosta, adoro i bar e la sua umanità, mi hanno sempre parlato dei luoghi, ovunque mi trovi: Bar Ricciu.
L’orario è quello di chi va al lavoro o forse ne rientra. Il clima è sereno, ajò si sprecano e le colazioni sono abbondanti. Ci si saluta anche senza conoscersi, ti guardano dritto negli occhi e questo un poco mi intimidisce ma riesce a mettermi di buon umore.
Caffè gentilmente servito, acquisto un accattivante biancoper il pesce: Spèra di Siddura   DSC_4302DSC_4304DSC_4303DSC_4300DSC_4301

località vicino a Luogosanto. La traduzione dal sardo del termine spèra è fascio di luce (nomen omen), mi ritengo soddisfatta.
Di nuovo in macchina, un panorama mozzafiato sulla Gallura, un paradiso naturale che mi invade tutti i sensi con un paesaggio selvatico profumato dalle fragranze della macchia mediterranea. La bohème come sottofondo mi fa compagnia, inizia a piovere (piovendo, direbbero i sardi) e il mio vestire non è adeguato …
Decido di fare una seconda tappa ad Aglientu situato sulle colline a 5 minuti dal mare dopo aver percorso una strada scorrevole ai margini di antichi stazzi.
Arrivata nella piazza del paese proprio davanti alla chiesa di San Francesco noto un crocchio di locali e non solo che attendono l’apertura di una pescheria. Forse Giovanni con questo tempaccio non ha pescato, io del resto inizio a sentire un poco freddo – non maleditemi! – si, meglio provvedervi ora.
Un gatto astuto in cerca di lische miagola da dietro la tenda a frange della piccola pescheria (scatta la foto).
Non mi resta che rincasare e, casomai, cucinare, ma il desiderio di fare tappa mi convince a ritornare al caffè del museo di Luogosanto, giusto un calice …
Lì, un intrigante volto dai tratti tipicamente sardi, Lucia, mi accoglie e mi indica sa cadira e sa mesa (una sedia e un tavolo), rigorosamente all’aperto.
Un calice che permette la conoscenza di due interessanti figure autoctone: veramente la prima approda a Luogosanto per scelta, originario di Venezia, ha lavorato a Vicenza e qui si trasferisce in pensione con la moglie; la seconda, il parroco del paese, che di nome fa Gavino Cossu, Don.
Persona quest’ultima che mi ricorda con la sua solarità e compassione come ci si aspetterebbe fosse un uomo di Chiesa. Si siede con noi e accetta di buon grado una foto scherzando sulla sua futura candidatura a Papa. In mano tiene con cura un fazzoletto contenente ostie per chi, malato, non riesce ad andare alla Santa Messa.
È ora di tornare, ahimè, i pesci e la bottiglia vanno refrigerati casomai si chiedessero dove sia sparita …

P.S.
Grazie per la paziente lettura …

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Gallura – Santi Trano e Nicolò, castello di Baldu e Santo Stefano protomartire, palazzo Balaiana e San Leonardo

PanoramaSan Trano e San Leonardo 06San Trano e San Leonardo 05San Trano e San Leonardo 04San Trano e San Leonardo 03San Trano e San Leonardo 02San Trano e San Leonardo 01Mirto Castello Baldu 02A poca distanza da Luogosanto sulla strada per Arzachena sulla destra trovate l’indicazione San Trano. Salite dolcemente costeggiando la campagna e se siete fortunati incrociate qualche vacca di Gallura dal manto bianco. L’eremo basso si spalma su una collina tra massi in cui ognuno può leggere gli animali o le forme umane che preferisce. Si domina tutta la Gallura dall’alto cullati dal vento e dai profumi della macchia mediterranea. I più attenti riusciranno a scorgere San Leonardo e il palazzo Balaiana adagiati sul primo verde rilievo. Sono raggiungibili attraverso una salita di 15 minuti circa che regala tra gli scalini una vista dei vigneti Mancini. In lontananza il mare si confonde con il cielo. San Leonardo e San Trano entrando vi sorprenderanno con un profumo intenso molto particolare… Proviene dal legno di ginepro utilizzato per la porta e per l’ossatura del tetto. L’essenza è dura e nodosa, resiste al tempo e non cessa di rilasciare nell’aria un aroma che vagamente ricorda quello dell’incenso intensificando la sacralità dei luoghi.

Gallura – Valle della Luna e Aggius

Aggius-la ChouffeValle della Luna, sotto le rocceValle della Luna, sotto le rocceLuogosanto se lo guardi dall’Eremo dei Santi Trano e Nicolò si sdraia e si allunga dolcemente sulla sua collina sotto a massi di granito e tra alberi verde scuro. Le case rosa o gialle, adornate di granito tagliato e ferro battuto, con portoncini in legno lavorato e fiori ridono sulle ripide salite. Di fianco ad un edificio in pietre ora sede del Museo Diocesano e in origine convento francescano risalente al XIII sec., accanto ad una fontana che gorgoglia all’ombra di un albero c’è un architrave con inciso 1701… È il Museum Caffè, lì gustiamo un calice di Vermentino di Gallura che ci concilierà il riposo protetti dallo stazzo nelle ore più calde. Valle della Luna. Verso sera partiamo diretti alla Valle della luna per ammirare nel tramonto le sue straordinarie pietre scolpite dal vento. Giganteschi animali preistorici si stagliano contro il cielo e le nuvole. Mentre saliamo a metà di una costa ripida dove dossi inutili sbattono sotto le ruote leggiamo un cartello sotto un teschio corroso dal tempo ornato di due corna ritorte imponenti direi sontuose: “becco furioso e prolifico visse vent’anni e morì nel 2000. Nei suoi zingareggi in lungo e in largo per la Gallura un testimone intravide il nome del becco longevo: Berlinguer. Ambasciator non porta pena. Aggius Al rientro Aggius ci soprende con un birra belga: La Chouffe. La regina delle birre, non diciamo altro basta il link che vi segnaliamo… Il resto non può essere descritto… Procuratevi degli amici, circondate un tavolo e ordinatela, soprattutto cercate di trovare il tempo per assaporarla parlando. Per cena pane casu e binu a rasu.

Gallura – Luogosanto

Luogosanto Luogosanto Visto da San Trano Luogosanto - i fiori di AnnaDirezione Arzachena e poi Palau diretti a Luogosanto nel cuore della Gallura. Il carburante per la Torpedo Blu si acquista meglio allontanandosi dalle immediate vicinanze degli sbarchi. La strada è un nastro grigio nel verde, le nuvole nascondono il sole e i colori si saturano e diventano brillanti. Senza incontrare più nessuno entriamo in paese con le anime ancora stropicciate. Un plateatico circondato di oleandri e senza musica cigolante diventa il porto sicuro. Due Ichnusa alleggeriscono la tensione. Proprio accanto, quasi in sordina, troviamo un piccolo supermarket dove in poco tempo completiamo gli approvvigionamenti per la cucina.

Wunderkammer
Una nota poetica eccheggia in un negozio di casalinghi poco distante dal parcheggio della Torpedo Blu. Le vetrine mostrano scatole avvolte da piccole conchiglie maculate, lisce, brillanti, contorte e bianche, biancheria varia, grembiuli, torce, piatti e filati per l’uncinetto. Un tuffo in questo piccolo mondo e scivoliamo fuori dal paese diretti al chilometro 23. Un cancello, una salita candida e ripida… ormai pronti per i primi contatti con le pratiche per il soggiorno: cauzione, registrazione, usi e costumi della casa e per assaporare la bellezza dello stazzo dove soggiorneremo.

Lo stazzo.
Avvolti dalle sue spesse mura in parte intonacate in parte libere, respiriamo l’aria e la luce che entrano dalle numerose finestre. Il giardino fa a gara con le colline e le rocce nella sua non artificiale armonia. Piccoli tocchi raccontano un grande amore per quel luogo e per l’ospitalità che è divenuta passione. Le piante da vivaio condividono la terra con le erbe spontanee, salvia e menta profumano e circondano pietre ora rosee ora grigie. Un falco pellegrino nel caratteristico atteggiamento di caccia si libra fermo nell’aria grazie a piccoli movimenti delle ali e non a caso il suo nome sardo è su spiritu santu.

All’interno un vasetto di menta, una bottiglia di Cabernet locale e un piccolo cesto con le uova della vicina disposte tra foglie di mirto e di fico sono un benvenuto ulteriore.

Gallura – Vignola di Aglientu e San Silverio

Ore cinque, l’idea è di sorprendere l’alba in spiaggia. Le nuvole grigio scuro saturano i verdi mentre sorvolano e giocano con le colline intorno allo stazzo. Non piove. Si parte direzione Aglientu, meta Vignola, la sua spiaggia, la torre aragonese e la chiesa di San Silverio.

Vignola di Aglientu – paese
Un caffè in riva al mare, la sabbia è bagnata, nessun umano in giro, un piccolo cane saetta ci fa delle feste incredibili dividendosi tra odori, cespugli e le nostre carezze. Mentre guardiamo il mare inizia a piovere, un ombrellone blu protegge la macchina fotografica che cerca di cogliere la bellezza del signor Giovanni il cui nome omen è Mascittu, pescatore. Forse domani uscirà in mare e noi ritorneremo per prendere quello che il mare gli avrà permesso di portare via.

San Silverio

Uno sguardo ricolmo di amore sul mare, sui pericoli, sulle fatiche...

Uno sguardo ricolmo di amore sul mare, sui pericoli, sulle fatiche…

San Silverio - Dettaglio Interno

San SilverioI fondatori

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Il piccolo cane… cave canem

Vignola di Aglientu – San Silverio
Proseguiamo con la Torpedu Blu oltre l’abitato cercando il bivio per la torre aragonese. Un cartello ci indirizza e imbocchiamo la strada rossa incisa da piccole righe… sembra che la Torpedo Blu sia in difficoltà, ma ci porta al parcheggio. A piedi oltrepassiamo l’info point devastato a sprangate da una furia vandala. La piccola chiesa sul mare narra la sua storia di rifugio per i pescatori dell’isola di Ponza.
Raccogliamo erbe secche che vanno dalle tonalità calde dei rossi, ai pallidi gialli e cupi marroni, ornate dai loro semi in piccoli ciuffi, fragili e leggeri involucri, riccioli delicati come petali. Le leghiamo con le foglie elastiche degli asfodeli sfioriti da tempo. Per sfuggire alle invasive confidenze di una signora desiderosa di parlare del suo denaro decidiamo di tralasciare la torre aragonese splendidamente inserita nello snodarsi della costa e di rientrare a Luogosanto. Il caso o meglio il fato vuole che un incrocio colga impreparata la Torpedo Blu… Un cartello color biancospino con scritta incerta recita: “Vendita pecorino” uno poco dopo color giallo racconta la la stessa storia e aggiunge vino. Decidiamo per il purista, per la vendita del solo pecorino. Passato un cancello sgangherato ci accoglie l’abbaiare di un grosso e grasso cane bianco e nero. Il coraggio non manca e attraversato il largo cortile entriamo nello spaccio. Le forme sono in bella vista accanto ad un semicono completamente ricoperto di una muffa nera. Partono le chiacchiere e l’entusiasmo, la divinazione. Compriamo un puro pecora stagionatura di un anno e la ricotta (l’ultima di due) nera o salata. Chiediamo come pulirla e come mangiarla (si toglie il nero con leggerezza, la si rovescia e la si scava dal fondo con amore…) Splendida accompagnata con un buon vino… un Semidano, un Carignano del Sulcis

DSC_4181MascittuSan SilverioDSC_4184La Torre Aragonese

POESIA PURA

POESIA PURA

Rientro a Luogosanto

Varia umanità

Banalità: il ponte di una nave è un microcosmo. Osservare le persone è una gioia, si possono guardare gli altri solo amandoli e lasciandoli essere unici e simili, senza giudizi.
Una signora, probabilmente modenese che chiameremo Gaia come la Madre Terra allieta l’attraversata del suo gruppo senza pause (otto ore di navigazione), vivace, colorata, morbidamente armonica avvolta in un turbante zebrato. Certamente profumata e parzialmente in incognito dietro a grandi occhiali da sole. La sposerei… Sarebbe magnifico pensare al rientro a casa con una donna-gaia ad attenderci. I personaggi dello spettacolo umano si alternano. Compaiono dei marinai, degli addetti della nave, dei fidanzati, ci sono molterrimi fedeli compagni degli umani con le loro quattro zampe e un poco di spaesato interrogativo disorientamento.
Famiglie apparentemente serene dove la prolungata assenza di parole tra i coniugi è un ping-pong di solitudine.

L’entrata nel porto Isola Bianca di Olbia lascia senza parole, il canto dei gabbiani e il loro volo a planare accompagna la balena che riapre la bocca e restituisce tutti i pesci alla terra.

At-traversata

Notte. La Torpedo Blu scavalca la Cisa, e sosta a Pontremoli. Caffé, due baguette integrali crudo e rucola ammorbidite da una spalmata di formaggio fresco ricolmo di materia grassa, ettolitri d’acqua in vista della traversata. Prosegue in un’alba freschissima protetta dalle Alpi Apuane acuminate e dalle rotonde forme dei pini marittimi… Livorno Stazione Marittima dove si perde tra i cavalvia, le ciminiere e l’odore di gas per poi ritrovarsi davanti a un Bar Sport con un’espressione a punto di domanda. Che terra meravigliosa… Quasi senza chiedere un autista – promettente oracolo – riconduce con il suo cadenzato accento sardo la Torpedo sulla retta via.

Come Giona nel ventre della balena.
Siamo persi in un branco di piccoli pesci in attesa di entrare nel ventre della balena, la bocca si spalanca il flusso ci trascina, saliamo… Stiva 5 e poi a piedi fino al ponte, immersi nella luce e nel vento. Il rullare dolce della nave ci inganna quando gli occhi si riaprono siamo in mare aperto. Si costeggia la Corsica, si fotografa la balena e la sua ciminiera, si mangiano le baguette di Pontremoli sorseggiando Ichnusa… Si dorme e si riposa cercando di proteggersi da un magnifico potente vento maestrale che trasporta qualche strascico nervoso del Continente.

 Livorno...A big boat...CiminiereSans mots... il est MAGNIFIQUEDSC_4124 DSC_4140 DSC_4129 DSC_4140 DSC_4141 DSC_4147