Sulcis Iglesiente – Iglesias, Nebida e il Pan di Zucchero

Sulcis Iglesiente – Nebida e il Pan di Zucchero
 
L’isola cambia ancora la sua veste mentre scendiamo a sud. Alla nostra sinistra non il mare, ma catene montuose color scuro che contrastano con una larga piana rivestita da cordoni di eucalipti. Lo sguardo non ha ostacoli e sembra poter arrivare ovunque tranne che alla vista del mare. Lasciata la SS131 a Sanluri ci dirigiamo verso Samassi, attraversiamo Villaermosa, Una pausa, una fresca birra sarda e qualche carezza ad un carlino pieno di energia di nome Cleopatra.
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Proseguiamo per Siliqua quindi ritroviamo la SS130 e ci dirigiamo verso Iglesias. Il sole cambia angolo di incidenza sulla Torpedo Blu perchè stiamo proseguendo verso ovest. Ci avviciniamo alle montagne scure e prima lontane… Non si possono definire solo alture anche se il valore altimetrico in continente le vorrebbe chiamate cosi. Qui la loro maestosità rocciosa e impervia che si erge con uno stacco quasi netto dalla pianura, le vuole invece definire Montagne.
Dopo qualche chilometro compare il mare … Un mare anch’esso diverso, immediatamente blu e profondo con le falesie di scisto cangiante in tagli frastagliati che in curve sinuose delineano la costa e riemergono dall’acqua in grossi massi solitari.
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L’abitato di Nebida si spalma sulla montagna in faccia al mare e lo guarda con aria di sfida pieno di salite ripide, di case non terminate e di una dolcezza senza tempo stampata sui visi cordiali e aperti dei suoi abitanti. 
Le montagne mostrano ora altri colori, le rocce accanto al rosso e al marrone divengono candide e simili a grossi denti preistorici. Nel mare un gigantesco masso dai fianchi ripidi e bianchi sembra aprire ali rocciose verso il Mediterraneo, è il Pan di Zucchero.
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Marghine – Muros, Badde Salighes, Villa Piercy e Macomer

Muros

Fonte Wikipedia: comune di 844 abitanti della provincia di Sassari in Sardegna. Insieme ai comuni di Cargeghe, Codrongianos, Florinas, Ittiri, Olmedo, Ossi, Putifigari, Tissi, Uri ed Usini, fa parte dell’Unione dei Comuni del Coros.

Fonte galanglonaromangia: il toponimo di Muros deriva dal latino muros, con questo termine, anticamente, s’indicavano le rovine dei villaggi preistorici. Il centro abitato risale al periodo medioevale, durante l’epoca dei giudicati. Passò agli aragonesi nel XIV secolo e, successivamente, durante il XVII secolo, ai marchesi Martinez di Monte Muros. Nel 1950, staccandosi da Cargeghe, Muros si costituisce comune autonomo.

Di particolare interesse sono la chiesa di San Gavino (XIV-XVII secolo), la fonte pubblica (XIX secolo), le costruzioni d’epoca aragonese o del marchesato dei Martinez, i Murales e il cimitero monumentale.

Interessante da segnalare come patrimonio materiale sono i prodotti dell’attività tessile, soprattutto i tappeti di cotone e di lana. Purtroppo questa tradizione è andata perdendosi con gli anni ed è tenuta viva grazie a una signora che conserva l’antico telaio ed è in grado di utilizzarlo come nel passato.

Si possono acquistare dolci tipici straordinari amaretti, copulette, papassini, tiricche ecc.

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TIRICCHE

Ingredienti:

1 l di sapa o vincotto
800 gr di semola fine
80 gr di strutto
2,5 dl di acqua
1 arancia
1 limone
sale

Grattugare l’arancia ed il limone; mettere in un tegame la sapa, l’acqua e le scorze grattugiate. Far quasi bollire, poi versare a pioggia, con un setaccio, la metà della semola; mescolare per circa 10 minuti, a fuoco basso.
Per la pasta , lavorare la semola rimasta con poca acqua tiepida; aggiungere gradualmente lo strutto ed un pizzico di sale. Impastare a lungo e ottenere delle sfoglie sottili con la macchinetta per la pasta regalata a n.3. Stendete sulla spianatoia infarinata , e tagliare con la rotella dei pezzi rettangolari, al centro dei quali va sistemato il ripieno, a forma di bastoncino sottile. Sollevare quindi i lembi del rettangolo e creare delle forme a piacere.

Passate le tiricche nel forno a 125 °C per circa 10-15 minuti.

 

Badde Salighes

Fonte assopassiflora: Badde Salighes è una località del territorio di Bolotana (NU) collocata a circa 980 m. slm. Si raggiunge lasciando la SS 131, al km 155, e percorrendo la Strada Provinciale 17 in direzione Bolotana, per poi svoltare a destra, al km 48.50, in una strada secondaria asfaltata seguendo i cartelli direzionali.

Il toponimo Badde Salighes (Valle dei Salici) potrebbe probabilmente riferirsi ad una maggiore diffusione di questa specie in passato o potrebbe nascondere un altro significato; in effetti il luogo non presenta oggi una quantità tale di piante di salice allo stato spontaneo che potrebbero giustificare pienamente I’attribuzione del fitonimo a questa specie.

La sua importanza dal punto di vista naturalistico è rappresentata sia dalla vegetazione naturale sia dalle trasformazioni avvenute con l’introduzione di una serie di specie esotiche dalla fine del 1800 ad opera della Famiglia Piercy.

A Badde Salighes, così come nelle vicine località di Ortachis, Pabude e Mularza Noa, assume una notevole importanza conservazionistica la presenza di specie allo stato spontaneo, da sempre presenti nel territorio, in particolare di un nucleo consistente di tassi (Taxus baccata) in formazione mista con agrifogli (Ilex aquifolium) e aceri minori (Acer monspessulanum).

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Fonte Wikipedia: il tasso (Taxus baccata L.) è un albero dell’ordine delle conifere, molto usato come siepe ornamentale o pianta isolata potata secondo i criteri dell’ars topiaria. È conosciuto anche con il nome di “albero della morte”. Il nome comune deriva, infatti,  dal greco taxon che significa “freccia”, e l’appellativo di albero della morte nasce proprio dal suo impiego nella fabbricazione di dardi velenosi e dalla sua caratteristica tossicità (…).

In Sardegna l’area di Sos Nibberos copre una superficie di circa 7 ettari che ricade completamente all’interno della Foresta Demaniale Monte Pisanu. È stata dichiarata “monumento Naturale” con il decreto n. 24 del 29 gennaio 1994 dall’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione Sarda ai sensi della L.R. n. 31/89. Rappresenta una formazione vegetale di notevole importanza scientifica, storico-culturale e paesaggistica popolata da tassi, pressoché millenari che raggiungono anche un metro di diametro e altezze sui 15 metri.

 

Villa Piercy

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Fonte assopassiflora: la storia di Badde Salighes è sicuramente legata alla presenza della Famiglia Piercy e dell’azienda agricola realizzata, considerata una “.. tra le più estese e razionali della Sardegna di fine Ottocento.”

“La figura di Benjamin Piercy (1827-1888), originario del Galles, è nota nella storia della Sardegna per il ruolo fondamentale che egli ebbe nella costruzione delle ferrovie in Sardegna, mentre è meno nota la sua attività di imprenditore agricolo. Tra il 1778 e il 1888 egli seppe infatti creare tra l’Altopiano di Campeda e l’Altopiano del Marghine un’azienda agraria tra le più grandi e moderne in Sardegna, meglio nota come Tenuta di Padrumannu e di Baddesalighes, compresa nei territori di Bolotana, Macomer, Bortigali, Lei e Silanus, che copriva un’estensione di oltre 3000 ettari” (Luciano Carta, Quaderni Bolotanesi n. 13/1987).

A Badde Salighes è presente ancora oggi la Villa padronale dell’azienda Piercy che, dopo lunghi lavori di restauro è ora fruibile al pubblico. Il disegno del terreno circostante la villa richiama i parchi delle ville e delle case di campagna di impostazione anglosassone.

Per visitare Villa Piercy e il suo Parco visitate il sito http://www.assopassiflora.com

 

Macomèr

Per nutrire l’anima (le foto sono ambientate in questo piccolo entusiasmante mondo a parte) e non solo il corpo mangiate al Ristorante…
Spaghetteria Sinatra di Rossini Giancarlo
Via Vittorio Emanuele III, 36 Macomer Nuoro
0785 72411
 

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Fonte Wikipedia: (pron. /mako’mɛr/; Macumère /maku’mɛrɛ/ in sardo) è un comune italiano (…) della provincia di Nuoro, situato a 563 metri s.l.m., alle pendici della catena del Marghine, di cui è il centro principale, e arroccato sulle rive del rio S’Adde. Fa parte della diocesi di Alghero-Bosa.

Il territorio macomerese è caratterizzato da una grande varietà di paesaggi, da quello collinare e montuoso della Catena del Marghine e del Monte di Sant’Antonio, a quello steppico degli altipiani di Campeda e Abbasanta. La vegetazione presenta boschi misti a roverella e sughera.

Abitato fin dalla più remota antichità, come testimonia la presenza del complesso nuragico di Santa Barbara (antecedente al 1100 a,C.), e di quello di Tamuli (un nuraghe, tre tombe di giganti e sei betili), le numerose tombe di giganti, le domus di Filigosa e una moltitudine di rovine nuragiche sparse per il territorio, Macomer, fu all’inizio un insediamento punico (l’antica Macopsissa, descritta dal geografo alessandrino Tolomeo). Nel 238 a.C. la Sardegna passò sotto il dominio romano e Macomer conservò la sua importanza strategica in qualità di luogo di passaggio obbligato tra il nord e il sud dell’isola. Sono scarse le testimonianze archeologiche lasciateci dai Romani, che per lo più si riducono a circa sei pietre miliari e a qualche lapide. Due di queste pietre miliari si trovavano di fronte alla chiesa di San Pantaleo e attualmente sono custodite nel museo archeologico Sanna di Sassari.

 

 

Sassarese – Nostra Signora di Castro, Sant’Antioco di Bisarcio, Chiesa della SS Trinità di Saccargia, San Michele di Salvenero

La giornata nuvolosa e bagnata da una pioggia leggera porta ad un cambio programma… Lo stile romanico appare in un fulgido splendore nelle chiese che vi indichiamo di seguito… Splendide e cariche di intensa spiritualità.

Nostra Signora di Castro

Fonte Wikipedia: Nostra Signora di Castro, o Castra, è una chiesa romanica situata in una località campestre, nel territorio del comune di Oschiri. La diocesi di Castro è documentata dal 1116.

Come arrivare

Fonte Sardegna Cultura: si percorre la SS 597 da Sassari fino a pochi km prima dell’abitato di Oschiri, dove si incontra la deviazione per raggiungere il sito della chiesa di Nostra Signora di Castro.

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Sant’Antioco di Bisarcio

Fonte Wikipedia: La basilica di Sant’Antioco, ex cattedrale di Bisarcio, è una delle più grandi chiese romaniche della Sardegna. L’edificio monumentale si trova isolato su un’altura di origine vulcanica in un sito campestre non lontano da Chilivani, nel territorio del comune di Ozieri. (…) La diocesi di Bisarchium o Guisarchum nel Giudicato di Torres, Curatoria di Nughedu, è documentata dal 1065 al 1503.

Come arrivare

Il monumento è raggiungibile percorrendo la statale 597, a metà strada tra Ardara e Tula. Il sito campestre in cui sorge la chiesa risulta molto isolato e ciò, unito alla bellezza dell’edificio, conferisce particolare fascino al luogo.

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Chiesa della Santissima Trinità di Saccargia

Fonte Wikipedia: La basilica della Santissima Trinità di Saccargia è una chiesa in stile romanico situata nel territorio del comune di Codrongianos in provincia di Sassari, una delle realizzazioni più importanti di questo stile in Sardegna.

Fu completata nel 1116 sulle rovine di un monastero preesistente per volontà di Costantino I giudice di Torres che, secondo il “Condaghe di Saccargia“, durante un viaggio insieme alla moglie Marcusa Lacon de Gunale fu ospitato dai monaci camaldolesi. I due fecero voto alla Madonna, che ivi si venerava, per avere un figlio. Quando nacque il futuro Gonario II di Torres, la coppia donò una nuova chiesa che fu consacrata il 5 ottobre dello stesso anno. Fu affidata ai monaci Camaldolesi che vi fondarono la loro abbazia. In seguito furono eseguiti, da architetti e maestranze di scuola pisana, lavori di ampliamento databili dal 1118 al 1120: l’allungamento dell’aula, l’innalzamento delle pareti, una nuova facciata e la costruzione dell’altissimo campanile. Il portico sulla facciata fu probabilmente aggiunto in seguito, quando la chiesa era già ultimata, ed è attribuito a maestranze lucchesi.

Come arrivare
Fonte Sardegna cultura: si imbocca da Sassari la SS 131 in direzione S, percorrendo circa 15 km fino ad avvistare l’alto campanile della chiesa, che svetta sulla campagna circostante.

Ploaghe, San Michele di Salvenero

Fonte Sardegna cultura: la chiesa di San Michele di Salvenero, rilevante per dimensioni e significato nel panorama romanico sardo, è stata purtroppo alterata nei restauri del primo Novecento.
La prima menzione documentaria risale al 1138, quando il titolo “beati Michaelis de Salvenero” corrisponde a un’abbazia dipendente dai monaci benedettini di Vallombrosa.

Come arrivare
Si percorre da Sassari la SS 131 in direzione S, per svoltare dopo circa 16 km in direzione di Florinas. Dopo qualche centinaio di m si scorge la chiesa di San Michele Arcangelo.

 

Anglona – foce del Coghinas e Castel Sardo

Lasciata la Gallura si procede verso Sassari. Il territorio cambia aspetto, la pianura si apre apparentemente senza limiti e si orna di eucalipti.

Fonte Wikipedia: Il Coghinas è il più importante fiume della Sardegna settentrionale; con una lunghezza di 116 km è il terzo fiume dell’isola dopo il Tirso e il Flumendosa (…). Il Coghinas nasce dall’altopiano di Buddusò, ma raccoglie le acque di numerosi affluenti tra i quali il rio de s’Elema e il rio Altana sfociando nel golfo dell’Asinara, nei pressi di Valledoria. Il termine Coghinas, che in Logudorese significa “cucine” deriva dalla presenza di sorgenti di acqua calda che all’altezza di Casteldoria, una borgata presso Santa Maria Coghinas, sgorgano dando vita ad un complesso termale conosciuto già in epoca romana.

Fonte Wikipedia: Castelsardo si affaccia al centro del Golfo dell’Asinara, nella regione storica dell’Anglona nel nord della Sardegna, in un susseguirsi di coste rocciose trachitiche con piccole insenature, con l’eccezione della spiaggia di Lu Bagnu. Grazie a questa posizione la località, oltre ad essere esposta ai venti, gode di un panorama unico spaziando su tutte le coste del golfo, comprese quelle della Corsica.Le mura di CastelsardoLungo le vie...

indizio... una chiesa che guarda il mare...

indizio… una chiesa che guarda il mare…