Marghine – Muros, Badde Salighes, Villa Piercy e Macomer

Muros

Fonte Wikipedia: comune di 844 abitanti della provincia di Sassari in Sardegna. Insieme ai comuni di Cargeghe, Codrongianos, Florinas, Ittiri, Olmedo, Ossi, Putifigari, Tissi, Uri ed Usini, fa parte dell’Unione dei Comuni del Coros.

Fonte galanglonaromangia: il toponimo di Muros deriva dal latino muros, con questo termine, anticamente, s’indicavano le rovine dei villaggi preistorici. Il centro abitato risale al periodo medioevale, durante l’epoca dei giudicati. Passò agli aragonesi nel XIV secolo e, successivamente, durante il XVII secolo, ai marchesi Martinez di Monte Muros. Nel 1950, staccandosi da Cargeghe, Muros si costituisce comune autonomo.

Di particolare interesse sono la chiesa di San Gavino (XIV-XVII secolo), la fonte pubblica (XIX secolo), le costruzioni d’epoca aragonese o del marchesato dei Martinez, i Murales e il cimitero monumentale.

Interessante da segnalare come patrimonio materiale sono i prodotti dell’attività tessile, soprattutto i tappeti di cotone e di lana. Purtroppo questa tradizione è andata perdendosi con gli anni ed è tenuta viva grazie a una signora che conserva l’antico telaio ed è in grado di utilizzarlo come nel passato.

Si possono acquistare dolci tipici straordinari amaretti, copulette, papassini, tiricche ecc.

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TIRICCHE

Ingredienti:

1 l di sapa o vincotto
800 gr di semola fine
80 gr di strutto
2,5 dl di acqua
1 arancia
1 limone
sale

Grattugare l’arancia ed il limone; mettere in un tegame la sapa, l’acqua e le scorze grattugiate. Far quasi bollire, poi versare a pioggia, con un setaccio, la metà della semola; mescolare per circa 10 minuti, a fuoco basso.
Per la pasta , lavorare la semola rimasta con poca acqua tiepida; aggiungere gradualmente lo strutto ed un pizzico di sale. Impastare a lungo e ottenere delle sfoglie sottili con la macchinetta per la pasta regalata a n.3. Stendete sulla spianatoia infarinata , e tagliare con la rotella dei pezzi rettangolari, al centro dei quali va sistemato il ripieno, a forma di bastoncino sottile. Sollevare quindi i lembi del rettangolo e creare delle forme a piacere.

Passate le tiricche nel forno a 125 °C per circa 10-15 minuti.

 

Badde Salighes

Fonte assopassiflora: Badde Salighes è una località del territorio di Bolotana (NU) collocata a circa 980 m. slm. Si raggiunge lasciando la SS 131, al km 155, e percorrendo la Strada Provinciale 17 in direzione Bolotana, per poi svoltare a destra, al km 48.50, in una strada secondaria asfaltata seguendo i cartelli direzionali.

Il toponimo Badde Salighes (Valle dei Salici) potrebbe probabilmente riferirsi ad una maggiore diffusione di questa specie in passato o potrebbe nascondere un altro significato; in effetti il luogo non presenta oggi una quantità tale di piante di salice allo stato spontaneo che potrebbero giustificare pienamente I’attribuzione del fitonimo a questa specie.

La sua importanza dal punto di vista naturalistico è rappresentata sia dalla vegetazione naturale sia dalle trasformazioni avvenute con l’introduzione di una serie di specie esotiche dalla fine del 1800 ad opera della Famiglia Piercy.

A Badde Salighes, così come nelle vicine località di Ortachis, Pabude e Mularza Noa, assume una notevole importanza conservazionistica la presenza di specie allo stato spontaneo, da sempre presenti nel territorio, in particolare di un nucleo consistente di tassi (Taxus baccata) in formazione mista con agrifogli (Ilex aquifolium) e aceri minori (Acer monspessulanum).

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Fonte Wikipedia: il tasso (Taxus baccata L.) è un albero dell’ordine delle conifere, molto usato come siepe ornamentale o pianta isolata potata secondo i criteri dell’ars topiaria. È conosciuto anche con il nome di “albero della morte”. Il nome comune deriva, infatti,  dal greco taxon che significa “freccia”, e l’appellativo di albero della morte nasce proprio dal suo impiego nella fabbricazione di dardi velenosi e dalla sua caratteristica tossicità (…).

In Sardegna l’area di Sos Nibberos copre una superficie di circa 7 ettari che ricade completamente all’interno della Foresta Demaniale Monte Pisanu. È stata dichiarata “monumento Naturale” con il decreto n. 24 del 29 gennaio 1994 dall’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione Sarda ai sensi della L.R. n. 31/89. Rappresenta una formazione vegetale di notevole importanza scientifica, storico-culturale e paesaggistica popolata da tassi, pressoché millenari che raggiungono anche un metro di diametro e altezze sui 15 metri.

 

Villa Piercy

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Fonte assopassiflora: la storia di Badde Salighes è sicuramente legata alla presenza della Famiglia Piercy e dell’azienda agricola realizzata, considerata una “.. tra le più estese e razionali della Sardegna di fine Ottocento.”

“La figura di Benjamin Piercy (1827-1888), originario del Galles, è nota nella storia della Sardegna per il ruolo fondamentale che egli ebbe nella costruzione delle ferrovie in Sardegna, mentre è meno nota la sua attività di imprenditore agricolo. Tra il 1778 e il 1888 egli seppe infatti creare tra l’Altopiano di Campeda e l’Altopiano del Marghine un’azienda agraria tra le più grandi e moderne in Sardegna, meglio nota come Tenuta di Padrumannu e di Baddesalighes, compresa nei territori di Bolotana, Macomer, Bortigali, Lei e Silanus, che copriva un’estensione di oltre 3000 ettari” (Luciano Carta, Quaderni Bolotanesi n. 13/1987).

A Badde Salighes è presente ancora oggi la Villa padronale dell’azienda Piercy che, dopo lunghi lavori di restauro è ora fruibile al pubblico. Il disegno del terreno circostante la villa richiama i parchi delle ville e delle case di campagna di impostazione anglosassone.

Per visitare Villa Piercy e il suo Parco visitate il sito http://www.assopassiflora.com

 

Macomèr

Per nutrire l’anima (le foto sono ambientate in questo piccolo entusiasmante mondo a parte) e non solo il corpo mangiate al Ristorante…
Spaghetteria Sinatra di Rossini Giancarlo
Via Vittorio Emanuele III, 36 Macomer Nuoro
0785 72411
 

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Fonte Wikipedia: (pron. /mako’mɛr/; Macumère /maku’mɛrɛ/ in sardo) è un comune italiano (…) della provincia di Nuoro, situato a 563 metri s.l.m., alle pendici della catena del Marghine, di cui è il centro principale, e arroccato sulle rive del rio S’Adde. Fa parte della diocesi di Alghero-Bosa.

Il territorio macomerese è caratterizzato da una grande varietà di paesaggi, da quello collinare e montuoso della Catena del Marghine e del Monte di Sant’Antonio, a quello steppico degli altipiani di Campeda e Abbasanta. La vegetazione presenta boschi misti a roverella e sughera.

Abitato fin dalla più remota antichità, come testimonia la presenza del complesso nuragico di Santa Barbara (antecedente al 1100 a,C.), e di quello di Tamuli (un nuraghe, tre tombe di giganti e sei betili), le numerose tombe di giganti, le domus di Filigosa e una moltitudine di rovine nuragiche sparse per il territorio, Macomer, fu all’inizio un insediamento punico (l’antica Macopsissa, descritta dal geografo alessandrino Tolomeo). Nel 238 a.C. la Sardegna passò sotto il dominio romano e Macomer conservò la sua importanza strategica in qualità di luogo di passaggio obbligato tra il nord e il sud dell’isola. Sono scarse le testimonianze archeologiche lasciateci dai Romani, che per lo più si riducono a circa sei pietre miliari e a qualche lapide. Due di queste pietre miliari si trovavano di fronte alla chiesa di San Pantaleo e attualmente sono custodite nel museo archeologico Sanna di Sassari.

 

 

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