Medio Campidano – Da Masua lungo la Costa Verde… Miniera di Pranu Sartu, Buggerru, Capo Pecora, Piscinas… diretti a Montevecchio…

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Lasciata la spiaggia di Masua proseguiamo verso Buggerru, attraversiamo una valle con vestigia di case imponenti nascoste tra i pochi alberi delle pendici, segnalate dalle palme tipiche nei giardini di inizio Novecento. Un altopiano compare all’improvviso e vi porta in vista del mare, lasciando intravedere le rovine di un villaggio di minatori (miniera di Pranu Sartu). Parcheggiate lungo la carrareccia non asfaltata, ma agibile anche per le utilitarie ed esplorate i resti di muri quasi completamente ricoperti dalla vegetazione… L’emozione vi lascerà senza fiato.

Se volete fare una pausa o mangiare dell’ottimo pesce fermatevi in un chiosco che scherza con un famoso nome di fast food… Mc Sulcis

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Proseguite e lasciatevi stupire da una Sardegna ancora diversa, selvaggia, aperta…  popolata da dune e spiaggie immense… Capo Pecora, Piscinas…

Miniera di Planu Sartu (Pranu Sartu)

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La Storia

La miniera di Planu Sartu (o Pranu Sartu) è ubicata sull’altopiano calcareo ad ovest di Buggerru in prossimità del villaggio minerario. Tale miniera fu scoperta nel 1869 dalla Società Miniere di Malfidano e raggiunse l’apice di produzione agli inizi del ‘900, ospitando all’interno del villaggio minerario 2750 operai. Questo permise al villaggio di Planu Sartu di ottenere un certo grado di autonomia rispetto al vicino paese di Buggerru. La coltivazione della calamina avvenne sia a cielo aperto che in sotterraneo, utilizzando tra l’altro la Galleria Henry che serviva da collegamento tra i cantieri sotterranei e la laveria di Buggerru. Negli anni ’40 la miniera venne acquistata dalla Pertusola, ma nel 1956 i cantieri vennero definitivamente chiusi.

Le masse calaminari si presentavano pressoché prive di piombo, allungate secondo la direzione di stratificazione del calcare (Nord-NordOvest). Alla fine dell’800 queste mineralizzazioni non particolarmente compatte venivano coltivate a cielo aperto; il costo di coltivazione ammontava a 3-4 lire per metro cubo estratto.

Dopo un lungo abbandono, la Galleria Henry è stata riaperta e resa fruibile per i turisti; stessa sorte si auspicherebbe per il villaggio minerario di Planu Sartu, di proprietà dell’IGEA, (Per info: 0781491300 – http://www.igeaminiere.it). che è stato oggetto di un recente Bando Regionale mirante alla riqualificazione dell’intera area.

La Costa Verde

Fonte http://www.lacostaverde.it È così chiamata per via della ricchissima vegetazione di lentischio, ginestra, corbezzolo e ginepro che scende dalle montagne fino al mare fra valli e dune di sabbia.

La Costa Verde, o Marina di Arbus, si estende sulla costa Sud Occidentale della Sardegna per circa 47 chilometri, in un susseguirsi di chilometriche e splendide spiagge, interrotte da cale rocciose, scure ed imponenti scogliere che scendono a picco sul mare e deserti di sabbia intercalati dalla profumata macchia mediterranea.

Tutt’intorno monti ed arbusti modellati dal migliore fra gli scultori: il vento. Non è raro infatti incontrare ginepri o altri arbusti piegati quasi fino al suolo come in un elegante inchino ad una natura ancora incontaminata e regale che non chiede altro che essere rispettata.

 

Scivu

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La spiaggia di Scivu, lunga circa tre km, è parte della prestigiosa Costa Verde e si presenta con un fondo di sabbia chiara a grani medi delimitata da una scogliera ed orlata da candide dune. La spiaggia è raggiungibile solo a piedi dal posteggio della spiaggia di Nuraci o camminando lungo la costa, oppure ancora passando nelle dune circostanti. La sua particolarità consiste nella presenza di grosse distese sabbiose addossate a imponenti pareti rocciose. Il colore del mare a tratti turchese risulta essere particolarmente gradevole soprattutto nei periodi estivi, durante i quali i riflessi del sole favoriscono degli impatti cromatici di assoluta bellezza.

Come arrivare

La spiaggia è facilmente raggiungibile percorrendo la SS 126 verso Guspini: è segnalata e vi si giunge attraverso una strada di montagna non asfaltata.

 

Piscinas

foto di A. L.
 
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Situata in una zona isolata e di grande bellezza naturalistica, la spiaggia di Piscinas, lungo l’arenile della Costa Verde, è circondata per qualche chilometro da dune altissime (tra le più alte d’Europa), ancora vive e modellate dal maestrale, il cui colore giallo ocra è interrotto, a tratti, da cespugli di sparto pungente, dalla carota spinosa, dal giglio di mare e, verso l’interno, da ginepri e vecchi olivastri che diventano dei piccoli boschetti. In certi periodi si possono vedere i cervi che si spingono sino al mare e nel mese di giugno, le tartarughe marine che depongono le loro uova. Durane le immersioni, si possono notare anche tracce del relitto di una nave inglese che, carica di piombo e armata di un cannone, riposa tra la sabbia da qualche centinaio di anni.

Come arrivare

Alla spiaggia ci si può arrivare in due modi: o passando da Guspini e facendo il giro delle miniere o passando da Arbus e scendendo in direzione Ingurtosu e poi Piscinas. In entrambe le soluzioni dalla SS 131 si prende l’incrocio San Gavino, Guspini e si va in direzione Guspini o Arbus a seconda della scelta. Una volta arrivati a Guspini si prosegue in direzione Montevecchio (6 km) e da qui si prendono le indicazioni per la spiaggia di Piscinas (la strada è per 10 km non asfaltata) si possono ammirare affascinanti paesaggi e le famose miniere dell’arburese. Passando da Arbus invece, si giunge nel centro abitato e si prosegue in direzione Ingurtosu. Dopo circa 6 km dal paese di Arbus si trova sulla destra un bivio per Ingurtosu. Giunti nella piccola frazione mineraria si prosegue poi per la spiaggia di Piscinas (la strada è segnalata).

SARDEGNA IN LIBRERIA COL ROMANZO “NOTTE A IS ARENAS” DI GIAMPAOLO PANSA UN RITORNO NEI SUGGESTIVI SCENARI DELLA COSTA VERDE
(N° 495 – del 07/2010)

SARDEGNA IN LIBRERIA COL ROMANZO “NOTTE A IS ARENAS” DI GIAMPAOLO PANSA UN RITORNO NEI SUGGESTIVI SCENARI DELLA COSTA VERDE
Alessandro Carta

Per i più attenti è un ritorno, caro ritorno, di Giampaolo Pansa con il suo originario “Ti porterò fuori dalla notte” edito da Sperling Kupfer nel 1998. A riproporlo, questa volta, è l’editrice sarda “Il Maestrale” di Nuoro con un titolo più intrigante, almeno per i Sardi, “Notte a Is Arenas”. Il romanzo, però, è il medesimo e si rilegge volentieri.
Esso è praticamente ambientato quasi per intero in Sardegna, in quella parte di Sardegna misteriosa e carica di storia legate alle miniere, tra l’Iglesiente e il Guspinese, con al centro la costa e le dune di sabbia di Piscinas-Is Arenas di Arbus.
La trama del romanzo, cucita sulla drammatica sequenza di delitti commessi negli “anni di piombo” da Brigate rosse, Lotta continua, Potere operaio, Servire il popolo, Avanguardia operaia, Autonomia operaia, maoisti, ecc. vede al centro un noto e bravissimo giornalista, Bruno Viotti, il quale, traumatizzato e preso dal rimorso del suo lavoro di seguire morti violente, decide di far perdere le tracce di se, parte da Milano per una meta che ai più rimane segreta. Antonio Annarumma, Piazza Fontana, Giuseppe Pinelli, Luigi Calabresi, Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci, Francesco Coco, Vittorio Padovani e Sergio Bazzega, Carlo Casalegno, Aldo Moro, Vittorio Bachelet, Guido Rossa, Emilio Alessandrini, Giuseppe Taliercio, Lando Conti, Roberto Ruffilli, Walter Tobagi erano stati i casi trattati da Bruno Viotti, con i relativi processi per conto del “Corriere”.
“Quelle che mi hanno ferito non sono state le menzogne delle tante polizie, dei servizi segreti e spesso dei magistrati. In qualche modo me le aspettavo: il potere si cautela, e per durare è disposto a qualunque trucco sporco…più turpi mi sono sembrate le falsità di quelli che si dichiaravano a sinistra della sinistra. Si presentavano come angeli sterminatori della società infettata dal capitalismo e si sono subito rivelati uguali, e spesso più laidi, di coloro che volevano abbattere. Mi è rimasta in mente un’ammissione del terrorista che ha ucciso Tobagi: nella speranza di sconfiggere il potere, lo abbiamo riprodotto sino ad arrogarci il potere della vita e della morte”.
Intorno alla vicenda di Bruno Viotti, ormai “lontano dal mondo” e solo con se stesso, si innesta una inaspettata ricerca. “Nel centro di Parigi, in una grande casa da ricchi, vive Angela Mercier, una giovane donna dal corpo malizioso e dallo sguardo determinato. Un giorno del febbraio 1997, Angela apprende che in Italia è sparito all’improvviso il famoso giornalista Bruno Viotti. Molti lo danno per morto, ma la ragazza, spinta da una ragione che soltanto lei conosce, si mette in caccia per trovarlo e fargli pagare un conto che riguarda la propria vita. Viotti è ancora in grado di saldare il debito?
Angela tenta di scoprirlo con un viaggio a ritroso nell’esistenza del giornalista, per capire quale uomo sia stato e sciogliere l’enigma che avvolge la sua fuga dal mondo”.
Dopo diverse peregrinazioni nel Nord Italia e a Roma, Angela trova un’indicazione assai verosimile dove il Viotti potrebbe essersi nascosto. Così sbarca in Sardegna, arriva sulla Costa Verde, esattamente a Piscinas, e scopre un mondo naturalistico che non avrebbe mai pensato di conoscere. Qui Giampaolo Pansa dà fondo al personale spessore di giornalista-scrittore per illustrare, quanto meno incuriosendo il lettore, gli ambienti che da Nebida portano a Masua, quindi a Cala Domestica, Buggerru, le dune di Piscinas, i boschi di Ingurtosu. Un’archeologia industriale e storia mineraria di primissima valenza che Pansa ha studiato in maniera scrupolosa, prima di passarle nel suo romanzo. Sono aspetti che danno dimensione all’insieme, e che contribuiscono ad accrescere il mistero che sta dietro l’angolo di ogni pagina “viottiana”.
“Un pianeta dalla bellezza intatta e anche un luogo di magie, di premonizioni e di fantasmi, che emergono dalle viscere di quell’Eldorado barbarico dove, un tempo, si celavano tesori d’argento, di piombo e di zinco e dove migliaia di uomini e di donne hanno lavorato e sofferto come schiavi”.
La tenacia della ragazza parigina viene premiata e trova Bruno Viotti il quale però è ancora immerso in quel buio in cui gli “anni di piombo” l’hanno cacciato. Niente sembra riesca a scuoterlo. Solo, ma in apparenza, ci riesce la bellezza della ragazza, ma la trama resta nel buio nel quale qualche rimasuglio degli anni caldi sembra volerlo ricacciare. Angela, alla fine, riesce a portarlo fuori…dalla notte.
“Il Maestrale” di Nuoro ha certamente il merito di aver riproposto un romanzo di vaglia, peraltro scritto da un giornalista-scrittore di vaglia qual è Giampaolo Pansa, e di aver riportato all’attenzione dei lettori buone pagine intrise di suspense, di sana lettura e di promozione di un angolo di Sardegna dove la natura è rimasta intatta e dove persino i dirigenti di miniera hanno mostrato il massimo rispetto per essa.

Buggerru

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È un paese adagiato fra due promontori lungo l’impervia valle del canale Malfidano che declina dolcemente verso il mare; nasce durante la seconda metà dell’800 come centro minerario fino a divenire uno dei più importanti, a livello internazionale, per lo sfruttamento di piombo e zinco. Oggi è un apprezzato centro turistico, grazie al suo mare cristallino, la deliziosa spiaggia, i suggestivi panorami ed il porticciolo turistico, unico vero approdo della costa.

Il paese di Buggerru è raggiungibile dalla SS 131, sia provenendo da Nord che da Sud, ed è anche raggiungibile trovandosi in Costa Verde. Provenendo da Nord lungo la SS 131, uscendo dalla statale a Marrubiu. Provenendo da Sud lungo la SS 131 uscendo dalla statale a Sanluri, oppure sempre da Sud, ad esempio da Fluminimaggiore lungo la SS 126. Provenendo dalla Costa Verde, ad esempio dalla località di Portu Maga, percorrendo la costa verso Piscinas, attraversando la valle delle vecchie Miniere fino a Ingurtosu, per raggiungere la SS 126.

 

Capo Pecora

La spiaggia di Capo Pecora si trova nella località di Buggerru e nel comune di Arbus. Si presenta con un fondo di sabbia chiara a grani grossi delimitata da scogliere a strapiombo sul mare. Le sue acque sono particolarmente limpide e un effetto cromatico suggestivo è offerto dalla mescolanza del dorato della sabbia, del colore delle rocce, dal tappeto di vegetazione tipica della macchia mediterranea che ricopre le dune.

Come arrivare

E’ raggiungibile percorrendo la strada provinciale 105 verso nord fino alla fine: la spiaggia è segnalata.

 

 

4 pensieri su “Medio Campidano – Da Masua lungo la Costa Verde… Miniera di Pranu Sartu, Buggerru, Capo Pecora, Piscinas… diretti a Montevecchio…

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