Massimo Cara Locci foto – SA TUNDITURA

Non possu sminticammi chiddi coi, | li carrasciali, li bibbinnatogghj, | tutti l’aglioli fatti a caddj, a boi, | li pulcinati, chiddj tunditogghj.

(G – P. Ciboddo)

“Non potrò mai dimenticare quelle feste di nozze, | i carnevali, le vendemmie, | le aie fatte di cavalli e di buoi, | le uccisioni del maiale, quelle tosature.”

 

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Termine Definizione
tosatura

sf. [shearing, tondaison, esquileo, Scheren] tundimentu m., tundidura, tusorzu m., tusonzu m., tundimentu m., tundidorzu m., tusadura, tusinzu m., tusura, rappada, rappadura L, tundidura, tunnidura, tundimenta, tunnimenta, tundinzu m., tunninzu m., tundidorzu m., tusonzu m., tusa f., tusura N, tundidura, tundimenta, tundimentu m. C, tundiddura, tusaddura, tusògliu m. S, tunditura, tundera Lm, tipitia, assu m. G [Algh. tundidura – Tab. tuzaddua] ■ tropedidorzu m. N ‘piolo usato per legare le pecore durante la t.’| tusorzu m. (lat. TONSORIUM) L, tunditorju, tusorju, tusorzu m. N, tundidroxu m. C, tunditogghju, tusatogghju m. G ‘luogo, tempo (e festa) della t.’ A Si giughias sa roba a chenadorzu | ti fint cumpanzos isteddos e luna | e sa mùsica dulche de su ‘entu. | Si ti beniat sonnu fis cuntentu, | ca bisaias dies de fortuna | e festas de incunza e de tusorzu. (L – V. Falchi) ‘Se la notte conducevi al pascolo il gregge | erano tuoi compagni le stelle, la luna | e la dolce musica del vento. | Se ti coglieva il sonno eri ugualmente contento | perché sognavi giorni di fortuna | e festa di raccolti e di tosature.’ ● Cando su ‘inzatteri est binnennende | in mes’a sos filares de sa ua, | si bi mancat sa melodia tua | paret totta sa ‘inza pianghende. | In su tusinzu o in sa cumpridura | si mancas tue s’istudant sas bramas, | ne ninnende su jógulu sas mamas | non cantant a s’insoro criadura. (L – P. Secchi) ‘Quando il vignaiolo sta vendemmiando | tra i filari dell’uva, se manca la tua melodia | pare che pianga l’intera vigna. | Durante la tosatura o alla fine di un qualche lavoro, | se manchi tu, viene meno ogni desiderio, | né la mamma, cullando il bambino, | canta per lui la ninna nanna.’ ● Non possu sminticammi chiddi coi, | li carrasciali, li bibbinnatogghj, | tutti l’aglioli fatti a caddj, a boi, | li pulcinati, chiddj tunditogghj. (G – P. Ciboddo) ‘ Non potrò mai dimenticare quelle feste di nozze, | i carnevali, le vendemmie, | le aie fatte di cavalli e di buoi, | le uccisioni del maiale, quelle tosature.’

Antoninu Rubattu (Tonino Mario Rubattu) Copywrite 2013

Édith Piaf “Donnez-mois des chansons, pourqu’on s’aime à Paris”

 

Una carrellata di foto scattate nella luce del dicembre parigino da Maria Elena Frigau da osservare senza coordinate, senza sapere il dove ed il perché, unite al suono della canzone Les Amants de Paris di Edith Piaf che si trova nascosta in mezzo a loro.

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Édith Piaf, pseudonimo di Édith Giovanna Gassion (Parigi, 19 dicembre 1915 – Grasse, 10 ottobre 1963), è stata una cantautrice francese.

È stata una grande interprete del filone realista (chanteuse réaliste). Nota anche come “Passerotto”, come veniva soprannominata per la sua minuta statura (passerotto infatti nell’argot parigino si dice piaf), è stata in attività tra gli anni trenta e sessanta. Ma già a sette anni dovette muovere i primi passi verso la musica cantando per suo padre in strada per qualche spicciolo dove tuttavia incontrava il grande favore della folla. (fonte Wikipedia)

Stazioni di viaggio

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Aeroporto di Linate. Giovedì 8 aprile. Mattina presto. Volo in settimana, quindi lavorativo, con pochissimi vacanzieri pasquali di ritorno da varie destinazioni. Tra completi blu e contemporanei risciò (“taxi signore”, “taxi signora”, “taxi signori”) si torna nel continente abbandonando la Trinacria e i suoi mirabolanti contrasti.

Vacanziere: colui che è vacante.

Siamo stati vacanti lì in Sicilia o lo siamo qui?

Non sei vacante quando percepisci la disperazione del tuo simile, quando vedi lo stato di difficoltà e un disfacimento smaltato di rassegnazione.

Non sei vacante quando incontri persone che dialogano non solo con Leucò, ma, da secoli, con chiunque si presenti sulle loro coste.

Non sei vacante quando percepisci i racconti tracciati dai muri a secco su pianure e ormai tonde antichissime montagne.

Non sei vacante di fronte alle grotte cosparse di fiori selvatici e residui umani plastici, metallici e non determinati.

Non sei vacante quando assapori un vino rosso pensando che ci sia un Santo anche ad Avola.

Non sei vacante mentre un principe trasformato in guida mostra, ironizzando, i cinque secoli che gli gravano addosso.

Non sei vacante mentre ti asciughi al sole dopo un bagno nel ghiaccio limpido ascoltando un trattore che seppellisce rifiuti sotto la sabbia.

Sei vacante a Linate dove il lindore a secco aiutato da una dimensione alla “the day after” salta agli occhi e, insinuante, ti ri-anestetizza.

Pietro G.

Lago di Garda o un lago qualunque … di Pietro G.

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Panchina sul lungolago di Gargnano di Giambattista Scivoletto

Premessa doverosa ovvero partendo dal fatto che sono ancora un inguaribile romantico messo di fronte alla partenogenesi dello squalo femmina isolato nell’acquario, il mio commento è stato: “poveretta, ha realizzato che era isolata in un vascone e quindi che maschi non ne sarebbero arrivati mai o perché troppo tonti per trovare la strada che li avrebbe condotti al vascone o perché tutti morti (quest’ultima è meno probabile… sono certo che dentro di sé ha dato per buona la prima ipotesi con lo stesso nostro ottimismo) e ha fatto come poteva per riappropriarsi di una parvenza di vita vera, si è riprodotta da sola”.  É stata un’atroce disperazione quella che le ha permesso di sconvolgere le leggi della natura? Per rispondere pensiamo a che cosa arriviamo a “sopportare” noi per trovare/ conservare un maschio/femmina (passatemi il termine) al nostro fianco.

Un esempio? Per il lungo fine settimana di Ognissanti mi trovavo in una ridente località lacustre che per l’occasione si era popolata di coppie in tutte le loro possibili declinazioni: giovani, d’età, con figli, senza figli, lecite, illecite e alternative ecc. ecc..

Ho eletto, armato di giornale, occhiali e calma, una panchina fronte lago ad osservatorio privilegiato di varia umanità declinata nelle diverse ore della giornata e nelle diverse attività: parcheggio dell’auto, ricerca toilette, scelta del dove mangiare, passeggiata, piccolo battibecco, notevole battibecco, litigata furiosa ecc. ecc.. Ed ecco la lista:

Stagionata conservata con e senza cane: belli, firmati, ricca pensione, nessun nipotino, figli all’estero con carriere assurde impronunciabili … Se cane allora cane piccolo di razza dal prezzo assurdo proporzionato ad un carattere insopportabile e con un respiro affannoso, rantolante. Ovviamente abbaia a qualunque cosa.

Stagionata conservata Nordeuropea: in pensione, magri (fanno jogging con tute rigorosamente blu), classe ed educazione come non ne vediamo più nella nostra martoriata Nazione, annoiati all’inverosimile quindi … viaggiano e non si parlano, non si parlano MAI.

Stagionata sfasciata: lui sulla passeggia avanti tre metri, in tuta sintetica. Lei dietro, spaesata, vestita in modo sciatto con gonna e ricrescita su un rame consigliato dalla parrucchiera di quartiere … in sintesi stravolta dalla cucina a base di cipolle ed un sesso senza amore, lo insegue. Una sola pensione e lui per lei non spenderebbe neanche quella. La partita di calcio, l’amaro al bar mentre lei guarda le telenovela latino-americane sono il loro prossimo, amato e immediato presente. Tranquilli, praticamente morti. Qualche nipotino lontano.

Con figli disperata: lui scarica l’impossibile dalla station wagon che non avrebbe voluto comprare, mentre lei lo guarda annoiata pensando (e glielo si legge chiaro in faccia) di aver sposato un cretino. I figli ineducati dalla continua disapprovazione di lei per l’autorità di lui scorrazzano disturbando volatili cani piante anziani bambini ecc. ecc. A lui resta solo il volontariato per salvarsi e respirare … e dire che sua madre lo aveva avvisato.

Con figli disinteressata: lei in forma, lui anche … USA forever. Vestiti giovanili marche da teen, telefonini e auto da rimorchio. Ma hanno bambini e non ne sono entusiasti … i maschi rigorosamente con cresta e pantaloni flosci da periferia di Chicago abbandonati alle playstation o, se femmine, vestite di rosa con scarpe che brillano vittime di una femminilità esasperata e stucchevole. Il loro orizzonte: palestra, salsa e merenghe. La scuola: una rottura specie i colloqui con i professori.

Con figli bio- eperforzafelice: sandali tedeschi (ora molto noti), abiti di lino stropicciati, borse di cuoio-lino tela- canapa tessuti a mano in Africa o in Bangladesh, auto eco, casa eco, amici eco ecc.ecc. . Passione aromatizzata al rosmarino, alla cera naturale, imbottiti di fiori di Bach … per sopravvivere.

Giovane fashion: firmati, auto firmata, faccia firmata, cibo firmato, casa firmata e minimalista. Ogni cosa è firmata, non è loro … “è firmata”. In sintesi asettica, pulita, igienica, bianca … di un bianco accecante.

Giovane bravi ragazzi: grati. La parola chiave della loro vita è “grati”. Sono stati fortunati… genitori giusti quartiere giusto scuola giusta amici giusti fidanzati giusti neanche un temporale in una vita così giusta. Un incubo.

Giovane ribelle: il sapone non esiste, la politica non esiste, sono tutti sbagliati, il mondo non esiste. La provocazione, il diverso, il nero e le borchie al potere: tanto sono tutti cretini … gli altri.

Illecita stagionata: non si arrendono e continuano a voler dimostrare che hanno fatto bene a liberarsi di zavorra inutile … Ridono forte, mangiano e bevono, ma quanto si divertono!!! Impegnarsi tra loro? Siete pazzi?!

Illecita fresca: sono tutti bacini e bacetti e panchine e manine (lasciatemi l’abbondare delle congiunzioni) del tutto identici alle coppie giovani, ma in media hanno dai quaranta in su e sono in supertiro sia lui (pantalone modaiolo, camicia fuori dai pantaloni o polo con colletto svettante felice promessa di altre performance, sciarpina messa ad hoc effetto nido intorno a uovo … la testa è l’uovo) sia lei (tacco 15 no collant nel gelo gonna corta o jeans inguinali trucco e parrucco al top). Gentili con tutti autista cameriere albergatore benzinaio … Dolci come lo zucchero filato.

Potrei continuare, ma risparmio a me e a voi questo viaggio, e concludo chiedendovi se sopportiamo il circo dell’attrazione perché siamo spinti dall’impulso biologico che ci toglie il senso del ridicolo sulle nostre amorose gesta o piuttosto perché maschi o femmine siamo assolutamente necessari per conservare la dinamica della vita e non intendo la riproduzione, ma proprio la dialettica tra le forze vitali che ci permette di avere una storia da vivere con le sue gioie e i suoi dolori… o, meno filosoficamente senza tutta questa giostra ci annoieremmo a morte.

 di Pietro G.

Giambattista Scivoletto

MODICA (RG)
Sito web: http://www.fotografieitalia.it

Sono un fotografo per necessità e di quantità. Pochissima qualità, quasi sempre causale.
Ho iniziato a fotografare per arricchire i miei siti, ho continuato arrivando a migliaia di scatti per l’amore che nutro verso la Sicilia e Venezia.
I consigli di alcuni fotografi amici mi aiutano a migliorare, ma – generalmente – sono un cattivo allievo.

Il sonetto di Bernardo Belliccioni sopra il ritratto di Madonna Cecilia 1643

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“Sopra il ritratto di Madonna Cecilia, qual fece Leonardo”.

Di che ti adiri? A chi invidia hai Natura
Al Vinci che ha ritratto una tua stella:
Cecilia! sì bellissima oggi è quella
Che a suoi begli occhi el sol par ombra oscura.

L’onore è tuo, sebben con sua pittura
La fa che par che ascolti e non favella:
Pensa quanto sarà più viva e bella,
Più a te fia gloria in ogni età futura.

Ringraziar dunque Ludovico or puoi
E l’ingegno e la man di Leonardo,
Che a’ posteri di te voglia far parte.

Chi lei vedrà così, benché sia tardo, –
Vederla viva, dirà: Basti a noi
Comprender or quel eh’ è natura et arte.

Iglesias

 Iglesias

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 Ama

 Ama ogni cosa: l’opera, ch’è il sale

Dell’onestà, principio al cittadino;

la bontà, che sorride in bene o in male;

la Patria tua e tieni Dio vicino.

Ama l’amore come un ideale

Per cui si schiude un limpido cammino

Di affetti sublimi, a cui risale

La speranza dell’anima; il divino

Raggio del sole, la natura in fiore,

la luna vagabonda, il mare, il rio,

il sano pane della povertà;

ama ogni luce che sorrida al cuore,

ma soprattutto ama, amico mio,

il sacro dono della Libertà.

 

Raimondo Piredda, Iglesias, 1946

 

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Iglesias sorge ai piedi della montagna del Marganai, nel versante sud-occidentale della Sardegna. Abitata sin dai tempi dell’età nuragica, sono ancora visibili nei suoi dintorni i siti di Is Cadonis, Medau Mannu, Punta Sa Pannara, Santa Barbara, le domus de janas di San Benedetto, le tombe dei giganti di Genna Solu, Martiadas e il tempio di Serra Abis.

Da sempre è stata una città conosciuta per la sua attività mineraria. Oggi le sue miniere costituiscono un patrimonio archeologico industriale riconosciuto dall’UNESCO.
Iglesias è conosciuta per le innumerevoli chiese. Si consiglia di visitare la cattedrale di Santa Chiara, risalente al Tredicesimo secolo, ma anche le chiese della Madonna delle Grazie e di San Francesco, con il convento risalente al Sedicesimo secolo.
Di particolare interesse sono il Museo dell’Arte Mineraria e il Museo delle Macchine, contenenti grandi macchine da miniera. Sono visitabili con guida anche le diverse miniere, tra le quali Monteponi, San Giovanni e Masua.
Suggestivo è il complesso naturalistico del Monte Marganai, un bosco che custodisce una flora bellissima.
Il 15 agosto si festeggia l’Assunta, con la processione de I Candelieri.
Sempre nel mese di agosto si svolge il Torneo della Balestra e il caratteristico Corteo Medievale.

Iglesias partecipa alla manifestazione regionale Monumenti Aperti nel mese di maggio. I visitatori, guidati da gruppi, associazioni e scuole, possono visitare gratuitamente monumenti civili e religiosi, oltre ai principali siti minerari.

Fonte Sardegna Turismo

 

 

Henri Cartier-Bresson

“È un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa.”

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Antonio Viscido. Grafico editoriale e fotografo dedicato alla musica ed allo spettacolo, ma non solo. Realizza servizi fotografici per eventi e manifestazioni.
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