Lago di Garda o un lago qualunque … di Pietro G.

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Panchina sul lungolago di Gargnano di Giambattista Scivoletto

Premessa doverosa ovvero partendo dal fatto che sono ancora un inguaribile romantico messo di fronte alla partenogenesi dello squalo femmina isolato nell’acquario, il mio commento è stato: “poveretta, ha realizzato che era isolata in un vascone e quindi che maschi non ne sarebbero arrivati mai o perché troppo tonti per trovare la strada che li avrebbe condotti al vascone o perché tutti morti (quest’ultima è meno probabile… sono certo che dentro di sé ha dato per buona la prima ipotesi con lo stesso nostro ottimismo) e ha fatto come poteva per riappropriarsi di una parvenza di vita vera, si è riprodotta da sola”.  É stata un’atroce disperazione quella che le ha permesso di sconvolgere le leggi della natura? Per rispondere pensiamo a che cosa arriviamo a “sopportare” noi per trovare/ conservare un maschio/femmina (passatemi il termine) al nostro fianco.

Un esempio? Per il lungo fine settimana di Ognissanti mi trovavo in una ridente località lacustre che per l’occasione si era popolata di coppie in tutte le loro possibili declinazioni: giovani, d’età, con figli, senza figli, lecite, illecite e alternative ecc. ecc..

Ho eletto, armato di giornale, occhiali e calma, una panchina fronte lago ad osservatorio privilegiato di varia umanità declinata nelle diverse ore della giornata e nelle diverse attività: parcheggio dell’auto, ricerca toilette, scelta del dove mangiare, passeggiata, piccolo battibecco, notevole battibecco, litigata furiosa ecc. ecc.. Ed ecco la lista:

Stagionata conservata con e senza cane: belli, firmati, ricca pensione, nessun nipotino, figli all’estero con carriere assurde impronunciabili … Se cane allora cane piccolo di razza dal prezzo assurdo proporzionato ad un carattere insopportabile e con un respiro affannoso, rantolante. Ovviamente abbaia a qualunque cosa.

Stagionata conservata Nordeuropea: in pensione, magri (fanno jogging con tute rigorosamente blu), classe ed educazione come non ne vediamo più nella nostra martoriata Nazione, annoiati all’inverosimile quindi … viaggiano e non si parlano, non si parlano MAI.

Stagionata sfasciata: lui sulla passeggia avanti tre metri, in tuta sintetica. Lei dietro, spaesata, vestita in modo sciatto con gonna e ricrescita su un rame consigliato dalla parrucchiera di quartiere … in sintesi stravolta dalla cucina a base di cipolle ed un sesso senza amore, lo insegue. Una sola pensione e lui per lei non spenderebbe neanche quella. La partita di calcio, l’amaro al bar mentre lei guarda le telenovela latino-americane sono il loro prossimo, amato e immediato presente. Tranquilli, praticamente morti. Qualche nipotino lontano.

Con figli disperata: lui scarica l’impossibile dalla station wagon che non avrebbe voluto comprare, mentre lei lo guarda annoiata pensando (e glielo si legge chiaro in faccia) di aver sposato un cretino. I figli ineducati dalla continua disapprovazione di lei per l’autorità di lui scorrazzano disturbando volatili cani piante anziani bambini ecc. ecc. A lui resta solo il volontariato per salvarsi e respirare … e dire che sua madre lo aveva avvisato.

Con figli disinteressata: lei in forma, lui anche … USA forever. Vestiti giovanili marche da teen, telefonini e auto da rimorchio. Ma hanno bambini e non ne sono entusiasti … i maschi rigorosamente con cresta e pantaloni flosci da periferia di Chicago abbandonati alle playstation o, se femmine, vestite di rosa con scarpe che brillano vittime di una femminilità esasperata e stucchevole. Il loro orizzonte: palestra, salsa e merenghe. La scuola: una rottura specie i colloqui con i professori.

Con figli bio- eperforzafelice: sandali tedeschi (ora molto noti), abiti di lino stropicciati, borse di cuoio-lino tela- canapa tessuti a mano in Africa o in Bangladesh, auto eco, casa eco, amici eco ecc.ecc. . Passione aromatizzata al rosmarino, alla cera naturale, imbottiti di fiori di Bach … per sopravvivere.

Giovane fashion: firmati, auto firmata, faccia firmata, cibo firmato, casa firmata e minimalista. Ogni cosa è firmata, non è loro … “è firmata”. In sintesi asettica, pulita, igienica, bianca … di un bianco accecante.

Giovane bravi ragazzi: grati. La parola chiave della loro vita è “grati”. Sono stati fortunati… genitori giusti quartiere giusto scuola giusta amici giusti fidanzati giusti neanche un temporale in una vita così giusta. Un incubo.

Giovane ribelle: il sapone non esiste, la politica non esiste, sono tutti sbagliati, il mondo non esiste. La provocazione, il diverso, il nero e le borchie al potere: tanto sono tutti cretini … gli altri.

Illecita stagionata: non si arrendono e continuano a voler dimostrare che hanno fatto bene a liberarsi di zavorra inutile … Ridono forte, mangiano e bevono, ma quanto si divertono!!! Impegnarsi tra loro? Siete pazzi?!

Illecita fresca: sono tutti bacini e bacetti e panchine e manine (lasciatemi l’abbondare delle congiunzioni) del tutto identici alle coppie giovani, ma in media hanno dai quaranta in su e sono in supertiro sia lui (pantalone modaiolo, camicia fuori dai pantaloni o polo con colletto svettante felice promessa di altre performance, sciarpina messa ad hoc effetto nido intorno a uovo … la testa è l’uovo) sia lei (tacco 15 no collant nel gelo gonna corta o jeans inguinali trucco e parrucco al top). Gentili con tutti autista cameriere albergatore benzinaio … Dolci come lo zucchero filato.

Potrei continuare, ma risparmio a me e a voi questo viaggio, e concludo chiedendovi se sopportiamo il circo dell’attrazione perché siamo spinti dall’impulso biologico che ci toglie il senso del ridicolo sulle nostre amorose gesta o piuttosto perché maschi o femmine siamo assolutamente necessari per conservare la dinamica della vita e non intendo la riproduzione, ma proprio la dialettica tra le forze vitali che ci permette di avere una storia da vivere con le sue gioie e i suoi dolori… o, meno filosoficamente senza tutta questa giostra ci annoieremmo a morte.

 di Pietro G.

Giambattista Scivoletto

MODICA (RG)
Sito web: http://www.fotografieitalia.it

Sono un fotografo per necessità e di quantità. Pochissima qualità, quasi sempre causale.
Ho iniziato a fotografare per arricchire i miei siti, ho continuato arrivando a migliaia di scatti per l’amore che nutro verso la Sicilia e Venezia.
I consigli di alcuni fotografi amici mi aiutano a migliorare, ma – generalmente – sono un cattivo allievo.

2 pensieri su “Lago di Garda o un lago qualunque … di Pietro G.

    • Sono fotografie, sono impressioni scattate con il grilletto delle parole. C’è chi ride, chi prova malinconia, chi rimane indifferente. Tra lo scrittore e il lettore si instaura un filo di tela di ragno, come tra il fotografo e chi osserva l’immagine, come tra l’attore e lo spettatore. Due punti di vista di fronte ad un attimo unico e irripetibile.

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