Silenzio vs Silenzio

Il silenzio non esiste, non esiste nemmeno nella notte se ci fermiamo ad ascoltare. Non c’è silenzio prima della nascita perchè siamo vivi ed immersi tra le viscere ed il cuore, siamo sotto gole che possono urlare. Non c’è silenzio nella morte perchè non esistiamo più. Abitiamo ordini di rumore diversi, esistono sussurri o unità minime di rumore, ma non il silenzio.

Altri contrari ad inneggiare al silenzio:

Il silenzio è l’atteggiamento più sicuro per chi diffida di sé stesso.
(François de La Rochefoucauld)

Le nostre vite cominciano a finire il giorno in cui stiamo zitti di fronte alle cose che contano.
(Martin Luther King)

Il silenzio mi salva dall’essere nel torto (e dall’essere stupido), ma mi priva anche della possibilità di avere ragione.
(Ígor Fiódorovich Stravinskij)

Non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti.
(Martin Luther King)

Il silenzio è l’ultima arma del potere.
(Charles de Gaulle)

Le bugie più crudeli sono spesso dette in silenzio.
(Robert Stevenson)

Alcuni raggiungono la loro massima cattiveria nel silenzio.
(Elias Canetti)

Se non rimane altro bisogna urlare. Il silenzio è un autentico delitto contro il genere umano.
(Nadežda Jakovlevna Mandel’štam)

La verità è tanto più difficile da sentire quanto più a lungo la si è taciuta.
(Anna Frank)

Non c’è rumore più assordante del silenzio di chi vorresti sentire.
(Guido Rojetti)

Avete taciuto abbastanza. E’ ora di finirla di stare zitti! Gridate con centomila lingue. Io vedo che a forza di silenzio il mondo è marcito.
(Santa Caterina da Siena)

Fonte: https://aforisticamente.com/frasi-citazioni-aforismi-silenzio/

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Solstizio d’amore

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Mi sono detto: bisogna scrivere
versi d’amore,
e ho preso la bava di una lumaca
e ne ho fatto ceralacca per sigillo
di lettere piene di sospiri,
e ho preso sangue di rondine
per farne inchiostro di parole chiare
e ho preso sudore di piedi in corsa
per farne ali di cuori ansanti.

Fallimento. La porta non riceve
che la sua chiave
e chi reca grimaldelli è colpevole.

 

Fernando Bandini, Versi d’amore in Tutte le poesie (Mondadori, 2018)

Massimo Cara Locci foto – SA TUNDITURA

Non possu sminticammi chiddi coi, | li carrasciali, li bibbinnatogghj, | tutti l’aglioli fatti a caddj, a boi, | li pulcinati, chiddj tunditogghj.

(G – P. Ciboddo)

“Non potrò mai dimenticare quelle feste di nozze, | i carnevali, le vendemmie, | le aie fatte di cavalli e di buoi, | le uccisioni del maiale, quelle tosature.”

 

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Termine Definizione
tosatura

sf. [shearing, tondaison, esquileo, Scheren] tundimentu m., tundidura, tusorzu m., tusonzu m., tundimentu m., tundidorzu m., tusadura, tusinzu m., tusura, rappada, rappadura L, tundidura, tunnidura, tundimenta, tunnimenta, tundinzu m., tunninzu m., tundidorzu m., tusonzu m., tusa f., tusura N, tundidura, tundimenta, tundimentu m. C, tundiddura, tusaddura, tusògliu m. S, tunditura, tundera Lm, tipitia, assu m. G [Algh. tundidura – Tab. tuzaddua] ■ tropedidorzu m. N ‘piolo usato per legare le pecore durante la t.’| tusorzu m. (lat. TONSORIUM) L, tunditorju, tusorju, tusorzu m. N, tundidroxu m. C, tunditogghju, tusatogghju m. G ‘luogo, tempo (e festa) della t.’ A Si giughias sa roba a chenadorzu | ti fint cumpanzos isteddos e luna | e sa mùsica dulche de su ‘entu. | Si ti beniat sonnu fis cuntentu, | ca bisaias dies de fortuna | e festas de incunza e de tusorzu. (L – V. Falchi) ‘Se la notte conducevi al pascolo il gregge | erano tuoi compagni le stelle, la luna | e la dolce musica del vento. | Se ti coglieva il sonno eri ugualmente contento | perché sognavi giorni di fortuna | e festa di raccolti e di tosature.’ ● Cando su ‘inzatteri est binnennende | in mes’a sos filares de sa ua, | si bi mancat sa melodia tua | paret totta sa ‘inza pianghende. | In su tusinzu o in sa cumpridura | si mancas tue s’istudant sas bramas, | ne ninnende su jógulu sas mamas | non cantant a s’insoro criadura. (L – P. Secchi) ‘Quando il vignaiolo sta vendemmiando | tra i filari dell’uva, se manca la tua melodia | pare che pianga l’intera vigna. | Durante la tosatura o alla fine di un qualche lavoro, | se manchi tu, viene meno ogni desiderio, | né la mamma, cullando il bambino, | canta per lui la ninna nanna.’ ● Non possu sminticammi chiddi coi, | li carrasciali, li bibbinnatogghj, | tutti l’aglioli fatti a caddj, a boi, | li pulcinati, chiddj tunditogghj. (G – P. Ciboddo) ‘ Non potrò mai dimenticare quelle feste di nozze, | i carnevali, le vendemmie, | le aie fatte di cavalli e di buoi, | le uccisioni del maiale, quelle tosature.’

Antoninu Rubattu (Tonino Mario Rubattu) Copywrite 2013

Édith Piaf “Donnez-mois des chansons, pourqu’on s’aime à Paris”

 

Una carrellata di foto scattate nella luce del dicembre parigino da Maria Elena Frigau da osservare senza coordinate, senza sapere il dove ed il perché, unite al suono della canzone Les Amants de Paris di Edith Piaf che si trova nascosta in mezzo a loro.

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Édith Piaf, pseudonimo di Édith Giovanna Gassion (Parigi, 19 dicembre 1915 – Grasse, 10 ottobre 1963), è stata una cantautrice francese.

È stata una grande interprete del filone realista (chanteuse réaliste). Nota anche come “Passerotto”, come veniva soprannominata per la sua minuta statura (passerotto infatti nell’argot parigino si dice piaf), è stata in attività tra gli anni trenta e sessanta. Ma già a sette anni dovette muovere i primi passi verso la musica cantando per suo padre in strada per qualche spicciolo dove tuttavia incontrava il grande favore della folla. (fonte Wikipedia)

Iglesias

 Iglesias

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 Ama

 Ama ogni cosa: l’opera, ch’è il sale

Dell’onestà, principio al cittadino;

la bontà, che sorride in bene o in male;

la Patria tua e tieni Dio vicino.

Ama l’amore come un ideale

Per cui si schiude un limpido cammino

Di affetti sublimi, a cui risale

La speranza dell’anima; il divino

Raggio del sole, la natura in fiore,

la luna vagabonda, il mare, il rio,

il sano pane della povertà;

ama ogni luce che sorrida al cuore,

ma soprattutto ama, amico mio,

il sacro dono della Libertà.

 

Raimondo Piredda, Iglesias, 1946

 

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Iglesias sorge ai piedi della montagna del Marganai, nel versante sud-occidentale della Sardegna. Abitata sin dai tempi dell’età nuragica, sono ancora visibili nei suoi dintorni i siti di Is Cadonis, Medau Mannu, Punta Sa Pannara, Santa Barbara, le domus de janas di San Benedetto, le tombe dei giganti di Genna Solu, Martiadas e il tempio di Serra Abis.

Da sempre è stata una città conosciuta per la sua attività mineraria. Oggi le sue miniere costituiscono un patrimonio archeologico industriale riconosciuto dall’UNESCO.
Iglesias è conosciuta per le innumerevoli chiese. Si consiglia di visitare la cattedrale di Santa Chiara, risalente al Tredicesimo secolo, ma anche le chiese della Madonna delle Grazie e di San Francesco, con il convento risalente al Sedicesimo secolo.
Di particolare interesse sono il Museo dell’Arte Mineraria e il Museo delle Macchine, contenenti grandi macchine da miniera. Sono visitabili con guida anche le diverse miniere, tra le quali Monteponi, San Giovanni e Masua.
Suggestivo è il complesso naturalistico del Monte Marganai, un bosco che custodisce una flora bellissima.
Il 15 agosto si festeggia l’Assunta, con la processione de I Candelieri.
Sempre nel mese di agosto si svolge il Torneo della Balestra e il caratteristico Corteo Medievale.

Iglesias partecipa alla manifestazione regionale Monumenti Aperti nel mese di maggio. I visitatori, guidati da gruppi, associazioni e scuole, possono visitare gratuitamente monumenti civili e religiosi, oltre ai principali siti minerari.

Fonte Sardegna Turismo

 

 

Henri Cartier-Bresson

“È un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa.”

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Antonio Viscido. Grafico editoriale e fotografo dedicato alla musica ed allo spettacolo, ma non solo. Realizza servizi fotografici per eventi e manifestazioni.
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