Gallura – Valle della Luna e Aggius

Aggius-la ChouffeValle della Luna, sotto le rocceValle della Luna, sotto le rocceLuogosanto se lo guardi dall’Eremo dei Santi Trano e Nicolò si sdraia e si allunga dolcemente sulla sua collina sotto a massi di granito e tra alberi verde scuro. Le case rosa o gialle, adornate di granito tagliato e ferro battuto, con portoncini in legno lavorato e fiori ridono sulle ripide salite. Di fianco ad un edificio in pietre ora sede del Museo Diocesano e in origine convento francescano risalente al XIII sec., accanto ad una fontana che gorgoglia all’ombra di un albero c’è un architrave con inciso 1701… È il Museum Caffè, lì gustiamo un calice di Vermentino di Gallura che ci concilierà il riposo protetti dallo stazzo nelle ore più calde. Valle della Luna. Verso sera partiamo diretti alla Valle della luna per ammirare nel tramonto le sue straordinarie pietre scolpite dal vento. Giganteschi animali preistorici si stagliano contro il cielo e le nuvole. Mentre saliamo a metà di una costa ripida dove dossi inutili sbattono sotto le ruote leggiamo un cartello sotto un teschio corroso dal tempo ornato di due corna ritorte imponenti direi sontuose: “becco furioso e prolifico visse vent’anni e morì nel 2000. Nei suoi zingareggi in lungo e in largo per la Gallura un testimone intravide il nome del becco longevo: Berlinguer. Ambasciator non porta pena. Aggius Al rientro Aggius ci soprende con un birra belga: La Chouffe. La regina delle birre, non diciamo altro basta il link che vi segnaliamo… Il resto non può essere descritto… Procuratevi degli amici, circondate un tavolo e ordinatela, soprattutto cercate di trovare il tempo per assaporarla parlando. Per cena pane casu e binu a rasu.

Gallura – Luogosanto

Luogosanto Luogosanto Visto da San Trano Luogosanto - i fiori di AnnaDirezione Arzachena e poi Palau diretti a Luogosanto nel cuore della Gallura. Il carburante per la Torpedo Blu si acquista meglio allontanandosi dalle immediate vicinanze degli sbarchi. La strada è un nastro grigio nel verde, le nuvole nascondono il sole e i colori si saturano e diventano brillanti. Senza incontrare più nessuno entriamo in paese con le anime ancora stropicciate. Un plateatico circondato di oleandri e senza musica cigolante diventa il porto sicuro. Due Ichnusa alleggeriscono la tensione. Proprio accanto, quasi in sordina, troviamo un piccolo supermarket dove in poco tempo completiamo gli approvvigionamenti per la cucina.

Wunderkammer
Una nota poetica eccheggia in un negozio di casalinghi poco distante dal parcheggio della Torpedo Blu. Le vetrine mostrano scatole avvolte da piccole conchiglie maculate, lisce, brillanti, contorte e bianche, biancheria varia, grembiuli, torce, piatti e filati per l’uncinetto. Un tuffo in questo piccolo mondo e scivoliamo fuori dal paese diretti al chilometro 23. Un cancello, una salita candida e ripida… ormai pronti per i primi contatti con le pratiche per il soggiorno: cauzione, registrazione, usi e costumi della casa e per assaporare la bellezza dello stazzo dove soggiorneremo.

Lo stazzo.
Avvolti dalle sue spesse mura in parte intonacate in parte libere, respiriamo l’aria e la luce che entrano dalle numerose finestre. Il giardino fa a gara con le colline e le rocce nella sua non artificiale armonia. Piccoli tocchi raccontano un grande amore per quel luogo e per l’ospitalità che è divenuta passione. Le piante da vivaio condividono la terra con le erbe spontanee, salvia e menta profumano e circondano pietre ora rosee ora grigie. Un falco pellegrino nel caratteristico atteggiamento di caccia si libra fermo nell’aria grazie a piccoli movimenti delle ali e non a caso il suo nome sardo è su spiritu santu.

All’interno un vasetto di menta, una bottiglia di Cabernet locale e un piccolo cesto con le uova della vicina disposte tra foglie di mirto e di fico sono un benvenuto ulteriore.

Gallura – Vignola di Aglientu e San Silverio

Ore cinque, l’idea è di sorprendere l’alba in spiaggia. Le nuvole grigio scuro saturano i verdi mentre sorvolano e giocano con le colline intorno allo stazzo. Non piove. Si parte direzione Aglientu, meta Vignola, la sua spiaggia, la torre aragonese e la chiesa di San Silverio.

Vignola di Aglientu – paese
Un caffè in riva al mare, la sabbia è bagnata, nessun umano in giro, un piccolo cane saetta ci fa delle feste incredibili dividendosi tra odori, cespugli e le nostre carezze. Mentre guardiamo il mare inizia a piovere, un ombrellone blu protegge la macchina fotografica che cerca di cogliere la bellezza del signor Giovanni il cui nome omen è Mascittu, pescatore. Forse domani uscirà in mare e noi ritorneremo per prendere quello che il mare gli avrà permesso di portare via.

San Silverio

Uno sguardo ricolmo di amore sul mare, sui pericoli, sulle fatiche...

Uno sguardo ricolmo di amore sul mare, sui pericoli, sulle fatiche…

San Silverio - Dettaglio Interno

San SilverioI fondatori

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Il piccolo cane… cave canem

Vignola di Aglientu – San Silverio
Proseguiamo con la Torpedu Blu oltre l’abitato cercando il bivio per la torre aragonese. Un cartello ci indirizza e imbocchiamo la strada rossa incisa da piccole righe… sembra che la Torpedo Blu sia in difficoltà, ma ci porta al parcheggio. A piedi oltrepassiamo l’info point devastato a sprangate da una furia vandala. La piccola chiesa sul mare narra la sua storia di rifugio per i pescatori dell’isola di Ponza.
Raccogliamo erbe secche che vanno dalle tonalità calde dei rossi, ai pallidi gialli e cupi marroni, ornate dai loro semi in piccoli ciuffi, fragili e leggeri involucri, riccioli delicati come petali. Le leghiamo con le foglie elastiche degli asfodeli sfioriti da tempo. Per sfuggire alle invasive confidenze di una signora desiderosa di parlare del suo denaro decidiamo di tralasciare la torre aragonese splendidamente inserita nello snodarsi della costa e di rientrare a Luogosanto. Il caso o meglio il fato vuole che un incrocio colga impreparata la Torpedo Blu… Un cartello color biancospino con scritta incerta recita: “Vendita pecorino” uno poco dopo color giallo racconta la la stessa storia e aggiunge vino. Decidiamo per il purista, per la vendita del solo pecorino. Passato un cancello sgangherato ci accoglie l’abbaiare di un grosso e grasso cane bianco e nero. Il coraggio non manca e attraversato il largo cortile entriamo nello spaccio. Le forme sono in bella vista accanto ad un semicono completamente ricoperto di una muffa nera. Partono le chiacchiere e l’entusiasmo, la divinazione. Compriamo un puro pecora stagionatura di un anno e la ricotta (l’ultima di due) nera o salata. Chiediamo come pulirla e come mangiarla (si toglie il nero con leggerezza, la si rovescia e la si scava dal fondo con amore…) Splendida accompagnata con un buon vino… un Semidano, un Carignano del Sulcis

DSC_4181MascittuSan SilverioDSC_4184La Torre Aragonese

POESIA PURA

POESIA PURA

Rientro a Luogosanto