Varia umanità

Banalità: il ponte di una nave è un microcosmo. Osservare le persone è una gioia, si possono guardare gli altri solo amandoli e lasciandoli essere unici e simili, senza giudizi.
Una signora, probabilmente modenese che chiameremo Gaia come la Madre Terra allieta l’attraversata del suo gruppo senza pause (otto ore di navigazione), vivace, colorata, morbidamente armonica avvolta in un turbante zebrato. Certamente profumata e parzialmente in incognito dietro a grandi occhiali da sole. La sposerei… Sarebbe magnifico pensare al rientro a casa con una donna-gaia ad attenderci. I personaggi dello spettacolo umano si alternano. Compaiono dei marinai, degli addetti della nave, dei fidanzati, ci sono molterrimi fedeli compagni degli umani con le loro quattro zampe e un poco di spaesato interrogativo disorientamento.
Famiglie apparentemente serene dove la prolungata assenza di parole tra i coniugi è un ping-pong di solitudine.

L’entrata nel porto Isola Bianca di Olbia lascia senza parole, il canto dei gabbiani e il loro volo a planare accompagna la balena che riapre la bocca e restituisce tutti i pesci alla terra.