Gallura – Vignola di Aglientu e San Silverio

Ore cinque, l’idea è di sorprendere l’alba in spiaggia. Le nuvole grigio scuro saturano i verdi mentre sorvolano e giocano con le colline intorno allo stazzo. Non piove. Si parte direzione Aglientu, meta Vignola, la sua spiaggia, la torre aragonese e la chiesa di San Silverio.

Vignola di Aglientu – paese
Un caffè in riva al mare, la sabbia è bagnata, nessun umano in giro, un piccolo cane saetta ci fa delle feste incredibili dividendosi tra odori, cespugli e le nostre carezze. Mentre guardiamo il mare inizia a piovere, un ombrellone blu protegge la macchina fotografica che cerca di cogliere la bellezza del signor Giovanni il cui nome omen è Mascittu, pescatore. Forse domani uscirà in mare e noi ritorneremo per prendere quello che il mare gli avrà permesso di portare via.

San Silverio

Uno sguardo ricolmo di amore sul mare, sui pericoli, sulle fatiche...

Uno sguardo ricolmo di amore sul mare, sui pericoli, sulle fatiche…

San Silverio - Dettaglio Interno

San SilverioI fondatori

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Il piccolo cane… cave canem

Vignola di Aglientu – San Silverio
Proseguiamo con la Torpedu Blu oltre l’abitato cercando il bivio per la torre aragonese. Un cartello ci indirizza e imbocchiamo la strada rossa incisa da piccole righe… sembra che la Torpedo Blu sia in difficoltà, ma ci porta al parcheggio. A piedi oltrepassiamo l’info point devastato a sprangate da una furia vandala. La piccola chiesa sul mare narra la sua storia di rifugio per i pescatori dell’isola di Ponza.
Raccogliamo erbe secche che vanno dalle tonalità calde dei rossi, ai pallidi gialli e cupi marroni, ornate dai loro semi in piccoli ciuffi, fragili e leggeri involucri, riccioli delicati come petali. Le leghiamo con le foglie elastiche degli asfodeli sfioriti da tempo. Per sfuggire alle invasive confidenze di una signora desiderosa di parlare del suo denaro decidiamo di tralasciare la torre aragonese splendidamente inserita nello snodarsi della costa e di rientrare a Luogosanto. Il caso o meglio il fato vuole che un incrocio colga impreparata la Torpedo Blu… Un cartello color biancospino con scritta incerta recita: “Vendita pecorino” uno poco dopo color giallo racconta la la stessa storia e aggiunge vino. Decidiamo per il purista, per la vendita del solo pecorino. Passato un cancello sgangherato ci accoglie l’abbaiare di un grosso e grasso cane bianco e nero. Il coraggio non manca e attraversato il largo cortile entriamo nello spaccio. Le forme sono in bella vista accanto ad un semicono completamente ricoperto di una muffa nera. Partono le chiacchiere e l’entusiasmo, la divinazione. Compriamo un puro pecora stagionatura di un anno e la ricotta (l’ultima di due) nera o salata. Chiediamo come pulirla e come mangiarla (si toglie il nero con leggerezza, la si rovescia e la si scava dal fondo con amore…) Splendida accompagnata con un buon vino… un Semidano, un Carignano del Sulcis

DSC_4181MascittuSan SilverioDSC_4184La Torre Aragonese

POESIA PURA

POESIA PURA

Rientro a Luogosanto